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domenica 21 ottobre 2012

La cosmesi si proietta sulle staminali: le cellule vegetali

Staminali da Nobel. E nel suo piccolo anche la cosmesi ne approfitta. Con l'utilizzo di staminali vegetali, da frutti e fiori, per le loro virtù anti-ossidanti e anti-infiammatorie. Diciamolo subito: le staminali della cosmetica in comune con quelle che porteranno Shinya Yamanaka e John Gurdon a ritirare il premio Nobel per la medicina 2012 hanno solo il nome. In cosmesi, si usano le staminali vegetali per migliorare i marker dell'invecchiamento perchè sembrano capaci di stimolare la manutenzione fisiologica della pelle.


Le staminali cutanee vivono in un ambiente particolare, una nicchia protettiva situata nello strato più interno dell'epidermide. Sono proprio loro che, pur rappresentando l'1 per cento delle cellule dello strato basale, rinnovando costantemente i tessuti o, in caso di danno grave, si attivano per ripararli. Il loro micro-ambiente è però suscettibile all'invecchiamento genetico e ambientale. Ma oggi i cosmetologi sono convinti che le staminali dell'epidermide, per lo più dormienti, possono essere ''risvegliate'' grazie a molecole di origine bio-tecnologica (peptidi biomimetici capaci di indurre specifiche risposte cellulari), inserite nelle creme di ultima generazione.



Resta però il cuore dell'invecchiamento, la parte più profonda della pelle: come agiscono le staminali nel derma, la zona off-limits delle creme, quindi anche il territorio più ambito? Su questo si è concentrata la ricerca de L'Oreal, che ha svelato le sue scoperte durante il meeting dell'European Society for Dermatological Research, a Venezia lo scorso settembre. ''Nel 2001 abbiamo cominciato a lavorare con le staminali cutanee, creando un laboratorio a Parigi che ne studiasse le peculiarità'', racconta Veronique Delvigne, direttore scientifico di Lancome: ''Dalle ricerche è emerso un diverso comportamento delle staminali di epidermide e derma. Durante l'invecchiamento le prime, più superficiali, rimangono costanti nel numero, mentre diminuisce la loro capacità di rinnovamento. Che sappiamo essere influenzata dai mediatori delle reazioni chimiche. Le staminali dermiche, posizionate per lo più alla base del follicolo pilifero, invece, diminuiscono di numero, pur mantenendo invariata la loro funzionalità''. 


Studi nel campo delle malattie neurodegenerative hanno già indicato che nel derma particolari staminali, in grado di generare cellule di pelle, grasso, nervi e muscoli, sono raccolte in gruppetti sferici che rimangono in sospensione nel mezzo di coltura. L'obiettivo della cosmesi è allora quello di innescar dei meccanismi cellulari che possano rimettere in circolo un numero di dermosfere capaci di restituire tono alla pelle. E' difficile dire se le staminali vegetali rappresentino il nuovo Graal. Innanzitutto perchè è difficile isolarle e marcarle, poichè sono poche e ben mimetizzate. Poi, perchè poterle manipolare è molto complicato, richiede terreni di coltura particolari e necessita di molto lavoro da parte di esperti biotecnologi.

fonte: L'Espresso, pag. 120, n. 43 anno LVIII, da raimonda boriani

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