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venerdì 13 gennaio 2017

Scoperto un ruolo importante dell'appendice nel nostro corpo


L'appendice non è affatto un organo inutile tantomeno un'eredità, senza più funzioni, dell'evoluzione dell'uomo. Un nuovo studio rivela che il suo compito sarebbe quello aiutare il nostro sistema immunitario, facendo da "casa" ai batteri buoni. Tale ricerca è apparsa sulla rivista "Comptes Rendus Palevol": "Dalla nostra osservazione emerge che, anche se è possibile vivere senza, quest'organo apporta dei benefici al sistema immunitario e alla flora batterica", dicono gli studiosi coinvolti nell'analisi.


Heather F. Smith, docente di anatomia presso il Midwestern University Arizona College of Osteopathic Medicine, ha analizzato a fondo oltre cinquecento mammiferi al fine di individuare la presenza o meno di appendice. Studiando anche l'evoluzione di queste specie, ha notato che, una volta che l'appendice fa la sua comparsa, non scompare mai completamente nel corso del tempo: probabilmente passa il testimone a qualche altro organo, ma mantiene una funzione importante.


Stando a contatto con un team di ricercatori facente parte della Duke University Medical Center, della University of Stellenbosch sudafricana, e con il Muséum National d’Histoire Naturelle francese, la dottoressa Smith ha scoperto che le specie con l'appendice (quindi anche gli uomini) tendono ad avere concentrazioni più alte di tessuto linfoide nel cieco, la porzione di intestino crasso da cui si sviluppa l'appendice. Questo tessuto stimola la crescita di batteri buoni ed è pieno di cellule che suscitano una reazione immunitaria quando il corpo è sotto stress. Ciò avvalora l'ipotesi che l'appendice sia una specie di rifugio per quest'ultimi, una sorta di riserva di batteri buoni.


lunedì 2 gennaio 2017

Domotica e Smart Home: si potranno gestire gli elettrodomestici tramite comandi vocali


'Comandare' la casa con la voce grazie a un'interfaccia tecnologica che consente la gestione di impianti domestici, elettrodomestici e servizi internet senza l'uso delle mani: nella città greca di Candia è stata testata con successo “Listen”. La tecnologia si basa sul sistema hands-free control, e rientra nell'ambito del programma Rise (Research and innovation staff exchange - Marie Sklodowska) di Horizon 2020, piano di finanziamento della commissione europea per la ricerca e l'innovazione. Consiste in un mini-microfono che contiene a sua volta 8 microfoni e un software capace di riconoscere 4 lingue europee (tedesco, inglese, italiano e greco). 


Alina Suhetzki, funzionaria dell'Ue preposta al progetto, ha testato "Listen" impartendo comandi vocali in inglese per spegnere e accendere le luci: "È stata una dimostrazione sorprendente - ha detto. Un sistema piccolo e intelligente che funziona contemporaneamente in quattro lingue, e che può essere impostato per funzionare anche con altri idiomi". 'Listen' è stata sviluppata nell'ambito di un progetto europeo sviluppato da un consorzio al quale partecipa anche l'italiana Cedat 85, da 30 anni nello sviluppo di servizi e tecnologie per il trattamento del parlato (resocontazione, sottotitolazione, trascrizione automatica).


Esso riconosce la voce dell'utente e mette in funzione gli strumenti di volta in volta nominati senza che si debbano utilizzare tastiere, mouse o comunque le mani. 'Listen' potrebbe, quindi, essere un importante supporto per anziani e persone affette da disabilità e in casi di emergenza. Il progetto, il cui termine è previsto per il 2019, dovrà ora integrare meglio hardware e software per rendere più veloce la risposta del sistema ai comandi vocali dell'utente, e colmare i gap nel funzionamento dei sensori acustici e del sistema di riconoscimento automatico del parlato. L'italiana Cedat sta sviluppando l’infrastruttura tecnologica per il sistema di riconoscimento vocale di “Listen” e curando l’implementazione del vocabolario per la versione italiana. La tecnologia adottata da “Listen” – spiega Cedat 85 – è basata su un sistema a viva voce che, mediante una rete di microfoni distribuiti in casa e un apposito programma, riconosce la voce del padrone e mette in funzione gli strumenti nominati dall’utente, senza che questo debba utilizzare tastiere, mouse o utilizzare le mani.

venerdì 9 dicembre 2016

La storia del vaiolo rivoluzionata dal ritrovamento di una mummia


Il Dna del virus del vaiolo è stato ritrovato nel corpo mummificato di un bambino morto nel Seicento a Vilnius, in Lituania. L'analisi del materiale genetico, il quale rappresenta il più antico campione di virus mai rilevato al mondo, pare indicare che la forma più letale della malattia non sarebbe comparsa millenni fa, come avevano invece fatto pensare i segni ritrovati sulle mummie degli antichi egizi, ma sarebbe apparsa solo nel sedicesimo secolo, giusto in tempo per essere 'trasportata' dai coloni europei nel Nuovo Mondo. A indicarlo è stato uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica ''Current Biology'', a quasi quarant'anni di distanza dall'eradicazione del vaiolo, certificata il giorno 9 dicembre 1979. Tale virus sarebbe comparso in epoca relativamente recente.


''La ricerca in questione aggiusta le lancette dell'orologio dell'evoluzione del vaiolo riportandole ad un'epoca molto più recente'', dichiara Eddie Holmes, dottore emerito biologo facente parte dell'ateneo dell'Università di Sydney (Australia) che ha partecipato agli studi assieme a colleghi canadesi, finlandesi, americani, britannici e lituani. Il team ha potuto dunque estrarre il materiale genetico del vaiolo dalla mummia solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms): in seguito, lo ha sequenziato dopodichè confrontato con altri quarantanove ceppi moderni.

fonte: http://www.ladige.it/popular/salute/2016/12/09/mummia-bimbo-600-riscrive-storia-vaiolo

giovedì 24 novembre 2016

La Dalì Experience in mostra a Bologna


L’arte eclettica dell'artista Salvador Dalì pervade Bologna. Letteralmente,  in quanto fino al 7 maggio 2016 un gruppo di sculture, grafiche e oggetti messi a punto dal visionario catalano si potranno ammirare a Palazzo Belloni, nuova sede espositiva in via Barberia 19 (info: 0516555000), mentre alcune grandi opere abbelliranno piazze e vie della città, in centro e in periferia. L’evento, organizzato da con-fine Art con il sostegno di QN Quotidiano Nazionale, porta sotto le Torri 200 lavori selezionati dalla ricca collezione “The Dalì Universe” di Beniamino Levi, presentati in un allestimento multimediale e interattivo.


Le sculture con i celebri temi degli “orologi molli” o della “Venere con cassetti” si alternano a opere di oreficeria realizzate da Dalì, a oggetti in vetro creati in collaborazione con la cristalleria Daum di Nancy e a più di cento grafiche tratte da libri illustrati, alcuni dedicati alla fiabe. Questa parte più “tradizionale”, silente e inanimata, è affiancata poi da dispositivi multimediali i quali consentiranno un’esperienza assolutamente immersiva nelle visioni di Dalì che ha attraversato tutti i campi della creazione, dall’arte al cinema, dalla moda al design, dalla pubblicità alla grafica: grandi schermi a parete proietteranno video anche in 3D mentre alcuni dispositivi si attiveranno al passaggio del pubblico proponendo racconti di critici, di registi e dello stesso artista.


La mostra ‘The Dalí esperience’ viene ospitata nelle sale di Palazzo Belloni – noto anche come Casa Cantelli – che si trova a due passi da piazza Maggiore. Di proprietà della Poligrafici Editoriale, ristrutturato di recente, l’edificio fu costruito nel XVIII secolo per volontà di Giovanni Angelo Belloni. Mercante e banchiere codognese, dopo pochi anni dal suo arrivo a Bologna, Belloni inanellò tali e tanti successi imprenditoriali da essere chiamato con l’appellativo «gran ricco».


Ma non solo la cornice ricca di storia di Palazzo Belloni  conterrà la mostra. “Altre esperienze satellite spunteranno in giro per la città - promette infatti il curatore di con-fine Art srl Gino Fienga -: le opere saranno sparse anche in altre location, e con l'app gratuita di realtà aumentata sembrerà di averle sempre attorno”. Tutte esperienze da condividere sui social, naturalmente con l'hashtag #daliexperience . Tra i tanti partner della “Dalí Experience”, poi, si contano Turkish Airlines, Aeroporto Marconi di Bologna, Visionnaire e Centergross (che ospiteranno alcune opere), Monrif Spa by Clarins, Bper Banca, Car Alfa Romeo, Ferrero, Ciicai, il Gruppo Biscaldi e i teatri Celebrazioni ed Europauditorium.

fonti: La Repubblica, Resto del Carlino, Quotidiano.net

martedì 8 novembre 2016

Le nuove frontiere di Facebook: intelligenza artificiale e realtà virtuale


Mike Schroepfer, Chief Technical Officer del colosso social Facebook ha dichiarato nel corso del Web Summit di Lisbona: "Il nostro lavoro è connettere le persone". Egli ha provato a immaginare come sarà fra dieci anni il social media più grande del mondo: senza scendere troppo nei dettagli, ha però indicato alcune dritte sul futuro della piattaforma. Il primo obiettivo è la creazione di computer che possano imparare, pianificare e ragionare come gli esseri umani

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«L’intelligenza artificiale sta avendo grande impatto sulle nuove tecnologie che disegneranno i prossimi decenni», ha spiegato, elencando una serie di applicazioni dell’intelligenza artificiale già attive o in fase di test su Facebook: «Aiuta a individuare i contenuti che violano le nostre norme della comunità, traduce automaticamente i post, classifica le storie nel flusso di notizie per mostrare agli utenti quelle più rilevanti». 

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Il manager ha poi spiegato che con la potenza degli smartphone che cresce costamente ora è possibile avere in tasca la potenza di un supercomputer di qualche anno fa e implementare l’intelligenza artificiale direttamente sugli apparecchi e non su un server remoto. Questo consente tra l’altro il controllo di alcune funzioni «basato sui gesti, riconoscimento delle espressioni facciali ed esecuzione di azioni connesse». Ma la realtà virtuale, per diventare la piattaforma rivoluzionaria che in potenza è, deve essere di uso comune, e questo può succedere solo a patto che diventi facile ed economica, e in questa direzione va lo sforzo di Facebook con l’acquisizione di Oculus.  


Altro obiettivo prioritario per il prossimo decennio è la connettività globale, per portare il Web ai quattro miliardi di persone che oggi ne sono prive. Ci vuole scienza, ma anche fantasia: dove non arrivano i satelliti può arrivare Aquila, il drone solare che porta il web nei paesi emergenti, oppure il sistema wireless a basso costo Terragraph, che funziona utilizzando i pali dei lampioni. Secondo Schroepfer, l’Intelligenza artificiale traina «l’innovazione nella realtà virtuale e nella connettività per il prossimo decennio»; è il caso ad esempio della «tecnologia di stabilizzazione per i video a 360 gradi alimentata dalla visione artificiale».

fonte: http://www.lastampa.it/2016/11/08/tecnologia/news/facebook-guarda-al-futuro-connettivit-globale-e-innovazione-nella-realt-virtuale-8mfDcYK32D7Li05pPiJUKL/pagina.html