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martedì 16 gennaio 2018

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sabato 22 luglio 2017

Negli ultimi 10 anni abbassata del 20% la mortalità per diabete

Ben 5 italiani su 100 soffrono di diabete e tale numero è raddoppiato negli ultimi trent' anni. Tuttavia, la mortalità per le conseguenze di questa malattia si è abbassata del 20 % in dieci anni. Risulta una patologia "fortemente associata allo svantaggio socioeconomico", secondo una nota dell'Istat.


Nel corso dell'anno 2016 sono state più di tre milioni nel nostro Paese le persone che riferiscono di essere affette da diabete, il 5,3% dell'intera popolazione; ma la percentuale sale al 16,5% fra le persone di 65 anni e oltre. Nel 1980 riguardava il 2,9% della popolazione.  "Tra le donne - osserva l'Istat - le disuguaglianze sono maggiori in tutte le classi di età: le donne diabetiche di 65-74 anni con laurea o diploma sono il 6,8%, le coetanee con al massimo la licenza media il 13,8% (i maschi della stessa classe di età sono rispettivamente il 13,2 e il 16,4%)". E' inoltre una patologia più diffusa nelle regioni del Mezzogiorno, dove il tasso di prevalenza è del 5,8% contro il 4% del Nord. 


Comunque, c'è anche una buona notizia: nell'ultimo decennio la mortalità si è ridotta di oltre il 20% in tutte le classi di età. "I dati Istat - dice Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid) - sono autoriportati dalle persone intervistate ma sostanzialmente coincidono con i dati amministrativi che già avevamo e che parlano di una prevalenza tra il 5,5 e il 6% della popolazione totale. La cosa interessante e nuova è invece la diminuzione delle morti: questo dato ci dice che funziona meglio il sistema di diagnosi e cura, la rete dei centri e i nuovi farmaci per il diabete e per le sue complicanze". 

fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2017/07/21/durante-una-conversazione-i-cervelli-si-sincronizzano_2e53882e-01a4-4591-9a55-e9bfcd80cb59.html

giovedì 29 giugno 2017

Emergenza colon-retto: aumentano giovani a rischio tumore

photo by stilopolis.it

Tre nuove diagnosi su dieci, stando a ciò che sostiene una ricerca comparsa sulle pagine del «Journal of the National Cancer Institute», avverrebbero in individui con meno di 50 anni di età. Una fascia di età in cui, in assenza di familiarità, non viene svolto nessuno screening. Motivo per cui, nei casi in questione, la diagnosi risulta peraltro spesso tardiva. Dopo una costante diminuzione iniziata nel 1974, negli Usa i tumori del colon nei giovani tra i 20 e i 39 anni hanno continuato ad incrementare (fra l’1 e il 2 %), nel periodo compreso tra la metà degli Anni 80 e il 2013, ultimo anno considerato nell’indagine retrospettiva. Seppur in percentuale minore, una crescita dei casi è stata osservata pure negli adulti tra i 40 e i 54 anni, a partire dagli Anni 90. 


Più preoccupanti i dati riguardanti le neoplasie del retto, dal momento che il numero di malati è cresciuto in modo più rapido e consistente (del tre per cento ogni anno). Dati che non convergono con quelli riguardanti gli over 60, in cui l’incidenza della malattia è progressivamente diminuita. Secondo Rebecca Siegel, direttore del programma di sorveglianza e informazione dell’American Cancer Society, «una tendenza del genere nei giovani fa prevedere un trend di crescita per la malattia. I ragazzi nati tra il 1980 e il 2000, hanno un rischio di ammalarsi di cancro del colon paragonabile a quello che si registrava nel 1800! 


In attesa di valutare l’efficacia di nuove possibilità per la diagnosi precoce, l’obiettivo è potenziare la prevenzione di questo tumore. È tutt’altro che casuale, infatti, la correlazione tra il peggioramento dei nostri comportamenti a tavola e l’aumentata incidenza della malattia. Una dieta ricca in grassi e uno stile di vita sedentario non aiutano. Meglio prediligere la regolare attività fisica e gli alimenti tipici della dieta mediterranea: le fibre contenute negli alimenti di origine vegetale hanno un ruolo protettivo nei confronti della malattia. Prudenza con la carne rossa, meglio evitare fumo e alcool. 

fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/13/scienza/benessere/tumore-al-colonretto-giovani-adulti-sempre-pi-a-rischio-GucKBVqDK5xoim3X1ibQrK/pagina.html