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domenica 4 marzo 2012

Stanlio e Ollio: il mio omaggio a due leggende della comicità


Stan nasce a Ulverston nel Lancshire in Inghilterra il 16 giugno 1890. Il suo vero nome e' Stan Arthur Jefferson: diventera' Stan Laurel piu' tardi in un periodo della sua carriera artistica, quando conoscera' una cantante-ballerina australiana che gli invento' il nome d’arte Stan Laurel dato che il suo vero nome Stan Jefferson era composto di 13 lettere, un numero al quale nei paesi anglosassoni si attribuiscono influenze nefaste, come al 17 da noi. Stan Jefferson entra nel mondo dello spettacolo grazie al suo talento ma anche con l’aiuto del padre, Arthur Jefferson uomo di teatro noto come scrittore, attore e soprattutto impresario.
Oliver Hardy (Ollie o Babe, per gli amici), nasce in Georgia il 18 gennaio 1892, ultimo figlio di una famiglia che non ha mai avuto a che fare con lo spettacolo ne' da parte degli Hardy e neppure in quello dei Norvell, la famiglia della mamma di origine scozzese. Il vero nome di Oliver e' Norvell Hardy: in America, soprattutto negli Stati Uniti del Sud si usa perpetuare il cognome della mamma assegnandolo ad un figlio come primo nome. In seguito, Ollie aggiungera' al suo anche il nome del padre, che si chiamava appunto Oliver, e diverra': Oliver Norvell Hardy. A diciotto anni, abbandonati gli studi, Norvell pensa che sia arrivato il momento di trovarsi un lavoro.
1926, l'anno del grande incontro, e HAl Roach, produttore cinematografico, ha affidato a Stan la regia del film L'ove'em and Weep (Amale e piangi) dove e' stato ingaggiato per la parte comica Oliver Hardy. Una domenica, Oliver, mentre si armeggiava fra i fornelli per preparare gustosi piatti agli amici, si ustionava seriamente un braccio e non poteva quindi l'indomani trovarsi sul set del film. A questo punto la parte viene sdoppiata per dare a Stan la possibilita' di sostituire Oliver per i primi giorni. Per cui, alla fine, i due, per puro caso, si ritrovano ancora una volta insieme. Da qui il sodalizio fra Stan Laurel e Oliver Hardy si consolida pian piano fino ad arrivare al grande successo.
In Italia, la celebre coppia cinematografica è entrata nell’immaginario collettivo grazie al doppiaggio di Sordi e Zambuto. Rispetto ai doppiatori che li avevano preceduti, Alberto Sordi trasforma la voce di Hardy in “basso”, mentre Mauro Zambuto caratterizza Stan con una vocina di testa, che diventa falsetto nei momenti del gridato o del pianto. A 75 anni dall’uscita del loro primo film sonoro, non li abbiamo dimenticati. Ci restano le loro gag su chilometri di celluloide, che rincorrono la memoria tra risate e riflessioni, in un pezzo del novecento che è già diventato leggenda. Film indimenticabili come “I due legionari”, “Il compagno B”, “Fra’ Diavolo” o “I figli del deserto” restano intoccabili classici della comicità, lontani dalla volgarità del nostro tempo. Negli Stati Uniti è appena uscita la “Laurel & Hardy Collection”, una preziosa collezione di 10 DVD che raccoglie la loro filmografia con alcune chicche inedite.  Vale ancora come epitaffio alla loro storia, quello che il regista Dick Van Dyke ha detto nel 1965 al funerale di Laurel: “Stan e Ollie sono morti sfidandosi, hanno sorriso con un gesto accigliato, e hanno rifiutato di essere afflitti.”
Per quanto riguarda la vita privata, Stan Laurel ebbe cinque mogli ma fu sposato otto volte. Della vita matrimoniale di Oliver Hardy si sa molto poco, anche se tutti sanno che amava la vita mondana, scommetteva alle corse dei cavalli e giocava a golf. Aveva molta fiducia nel suo compagno di lavoro, tanto che quando qualcuno sul set gli chiedeva su una decisione da prendere, la risposta era “Chiedi a Stan, quello che decide lui per me va bene”. A lui si deve la geniale invenzione del “Tie-Twiddle”, lo sfarfalleggiamento della cravatta, usato per caso nella pellicola “Perché le ragazze amano i marinai” (1927). Tuttavia, il suo tratto distintivo resta lo sguardo in camera, che sottolinea la sua superiorità rispetto a Stan, che vuole guidare e comandare con affetto paterno. Ollio vuole sempre essere in prima linea, rappresentare la coppia nelle relazioni sociali, imporre le soluzioni che hanno effetti comici davanti alla stupidità di entrambi. Stan risponde grattandosi il capo, cercando di dare una risposta tagliente che alla fine sprofonda nella goffaggine.
Nel settembre 1955 Hardy venne colpito da un infarto e successivamente da un ictus. Proprio per questo durante il 1956 ebbe una perdita di peso di oltre 70 chili che lo rese irriconoscibile. Venne colpito da un altro ictus nel luglio 1957 entrando in un coma dal quale non si riprese più. Ironia della sorte, Hardy, poco prima di morire, era stato colto da una paralisi che lo immobilizzava da un solo lato. Laurel, invece, alla fine dei suoi giorni rimase paralizzato dal lato opposto a quello del suo grande compagno di lavoro e amico.
Hardy si spense il 7 agosto 1957, all'età di 65 anni. Laurel, che negli ultimi mesi aveva assistito il compagno al capezzale, rimase sconvolto, ma non si presentò al funerale dell'amico. Questa notizia in seguito fu usata dai maligni come prova dell'inimicizia fra i due, ma in realtà Laurel non poté andare al funerale a causa del divieto di uscire impostogli dal medico curante, e giustificò la sua assenza con le sole parole "Babe avrebbe capito". Hardy è sepolto al The Valhalla Memorial Park Cemetery a Hollywood. Oliver Hardy era un convinto affiliato della massoneria e furono i suoi fratelli della loggia "Shrine", «ordine arabico dei nobili del santuario mistico», a prendersi cura dei suoi funerali. La lapide sulla sua tomba con incisa questa frase: «Genio della comicità il suo talento portò gioia e risate nel mondo. - Posta a memoria futura dai Figli del Deserto nel 1977», fu fatta apporre dai suoi amici dell'associazione "I figli del deserto" che dopo vent'anni dalla sua morte non lo avevano dimenticato.
Nel 1961, Laurel venne gratificato con il Premio Oscar alla carriera; purtroppo il povero Oliver non poté vedere quel magnifico riconoscimento, né il rinascere dell'interesse per il lavoro della coppia da parte delle nuove generazioni. Laurel si spense il 23 febbraio 1965, all'età di 74 anni, in un appartamento dell'Hotel Oceana a Santa Monica. Venne sepolto al cimitero di Forest Lawn-Hollywood Hills, vicino a Los Angeles. In punto di morte non mancò di far ridere ancora una volta il suo pubblico rivolgendo all'infermiera che lo assisteva la sua ultima gag: «Mi piacerebbe essere in montagna a sciare». L'infermiera gli chiese: «Le piace sciare, Sig. Laurel?». «No, lo detesto, ma è sempre meglio che stare qui».
Laurel & Hardy interpretano la società americana degli anni trenta ancora prostrata dalla crisi del 1929, formata da emarginati vittime dei prepotenti e dei ricchi. A questa società essi non offrono sogni e speranze per l'avvenire ma soltanto risate, medicina efficace ma temporanea, un palliativo anestetizzante dei mali quotidiani. La morale dei loro film, molto spesso realisticamente pessimista, raramente vede il trionfo del bene e della giustizia con il classico happy end, lieto fine. Sotto la veste comica i loro film nascondono una grande quantità di situazioni sociali quotidiane: drammi domestici, soprusi verso il più debole, vagabondi e disoccupati in cerca di lavoro angariati da una onnipresente polizia al servizio dei padroni.
Il loro è un esempio di umorismo puro in tutte le sue sfumature che nasce senza espliciti messaggi ideali, senza doppi sensi, senza riferementi salaci, senza eccessive movenze del corpo: la loro è una normalità comica connaturata. Si offrono come sono e il pubblico li accoglie con le risate. Come diceva il regista e comico francese Pierre Etaix: «Basta vederli, anche se non fanno niente». Le personalità di Stanlio & Ollio sono prive di cattiveria: quando provano ad agire maliziosamente qualcosa li tramuta in uomini ingenui e buoni che cercano, sia pure maldestramente, di rendersi utili a chi ne ha bisogno. Sono due adulti rimasti bambini che non capiscono cosa sia il male, lo ignorano e ne diventano vittime inconsapevoli. Non a caso sono proprio i bambini che si appassionano ancora oggi alle storie dei due personaggi, li sentono amici coetanei poiché vedono in quei due adulti la loro stessa infanzia, così come gli adulti riscoprono nella risata la loro stessa innocenza infantile. Il pubblico di ogni tempo continua a consacrare il successo di questi due attori.
FONTI:
http://www.parlandosparlando.com/view.php/id_151/lingua_0/whoisit_1
http://www.pipolo.it/stanlio-e-ollio-laurel-e-hardy/
http://it.wikipedia.org/wiki/Stanlio_e_Ollio

6 commenti:

M.M. ha detto...

Due grandi e leggendari personaggi...mi piacevano e mi piacciono molto ma non si vedono quasi più in TV ...peccato!

Antonia ha detto...

Erano bravissimi, ciao!

fabrizio crapiz ha detto...

Gra.di...peccato che in tv facciano vedere solo........

fabrizio crapiz ha detto...

Gra.di...peccato che in tv facciano vedere solo........

fabrizio crapiz ha detto...

Gra.di...peccato che in tv facciano vedere solo........

fabrizio crapiz ha detto...

Gra.di...peccato che in tv facciano vedere solo........