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mercoledì 22 febbraio 2012

Il primo social film: Twittamentary (da Repubblica)


Dal 2006 il mondo ha cominciato ad intrecciarsi in 140 caratteri. L'uccellino blu di Twitter ha fatto nidi ovunque, in soli sei anni oltre 200 milioni di persone ora riconoscono il suo richiamo. Una storia che il film Twittamentary ha deciso di raccontare. Se il successo di The Social Network (2010) era dovuto alle vicende dei personaggi che avevano creato Facebook, l'angolazione che la regista di Singapore Tan Siok Siok ha trovato per il suo progetto è sostanzialmente opposta. Parte dalle persone che usano Twitter, e le racconta. Il social network resta un mezzo, il deus ex machina che muove destini diversi, ritrovati in 140 lettere. Produttrice illuminata, vincitrice di dodici oscar per la tv asiatica con i suoi programmi di Discovery Channel Asia, appassionata internauta, creatrice del canale online cinese 'Kinetic One' - che si occupa di sport, musica e cultura - oltre che regista di diversi documentari tra cui uno sulle Olimpiadi di Pechino, Tan Siok Siok si è iscritta a Twitter nel dicembre del 2007, poco dopo il suo primo log-in in Facebook, e non ne è mai uscita. Twittamentary racconta vite, nasce senza confini, non rispetta tempi ma serendipità, quel lieve nesso che unisce cose cercate a quelle trovate per caso, oltre il caso. Non ci sono attori nel film, ma persone che hanno acconsentito a 'uscire' dal proprio avatar e a mostrare il volto.
Perfino la troupe e la produzione è stata reclutata online. Il sito ufficiale del film 4, che ha come simbolo l'uccellino blu sopra un ciak, è stato lanciato nel 2009, insieme a un canale dedicato su Twitter 5, dove è cominciato il reclutamento. Che ora sta per concludersi. Tan Siok Siok ha intrapreso il suo viaggio attraverso gli Stati Uniti per intervistare diversi tipi di twitterer, e raccoglierne le esperienze. Quello che sta creando non è un film su Twitter, è il film 'di' Twitter. "Il progetto per raccontare Twitter è stata una sfida enorme", ha raccontato Siok. "Credo che le persone immaginino di andare a vedere un film pieno di screenshot di computer e primi piani di teste parlanti. Ma sto cercando di fare qualcosa di diverso. È un film corale invece, viscerale, visionario, e vorrei scegliere, tra tutte, storie universali, che raccontino la nostra ricerca di amore, o di senso, di significato". Il film inizia con un battito veloce, il numero dei tweet che pulsano ogni giorno, poi arrivano e si sovrappongono le storie. E il progetto di Siok non è ancora concluso. Continua e cresce finché la comunità continuerà a farlo crecere. Organizzando proiezioni, partecipando, diffondendo. Uscendo dalla pellicola...(CONTINUA)
a cura di katia riccardi (Repubblica)
FONTE: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/02/21/news/twitter_film-30209618/

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