PRClick

Viral Marketing - Piu' traffico per il Tuo Sito!

mercoledì 7 dicembre 2011

Tommasi sui gay, una caduta di stile


restaurant_468x60.gif
"L'omosessualità nel calcio è ancora un tabù e anche il coming out è sconsigliabile". Lo afferma il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, intervenuto a KlausCondicio, il programma condotto da Klaus Davi. Tommasi sottolinea che nel calcio "c'è una convivenza tra colleghi, diversa da ogni altra professione. Esprimere la propria preferenza sessuale è difficile in tutti gli ambiti, ancor di più per un calciatore che condivide con lo spogliatoio, quindi anche la sua intimità, con altri. Nel nostro mondo si potrebbe creare imbarazzo; uno sport dove ci si spoglia, potrebbe diventare una difficoltà in più nella convivenza"- Allo stesso modo, rileva l'ex giocatore, "anche il coming out è da sconsigliare. Il fatto di essere individuato o additato come 'quello chè, dimenticando la propria professione, non penso sia una strada consigliabile". Secondo Tommasi, non è quindi la paura a indurre un calciatore gay a rivelarsi. "Escludo che nel calcio non si parli per paura o timore, piuttosto non lo si fa per una questione personale; non credo ci sia bisogno di andare a raccontare le proprie preferenze sessuali per poter lavorare o per vivere civilmente, con assoluta tranquillità. Nel nostro ambiente - conclude Tommasi - ogni cosa che esce dal seminato diventa un boomerang anche per chi una situazione la vuole portare a conoscenza. Personalmente, non ho mai conosciuto calciatori gay. Poi magari li ho conosciuti senza sapere che sono omosessuali".

Ecco quindi cosa ha dichiarato nei giorni scorsi l'ex calciatore della Roma e attuale presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi. A mio avviso, un invito all'omertà su un fenomeno così naturale come l'omosessualità è aberrante. Personalmente, sono deluso da Tommasi, che da giocatore apprezzavo per le sue scelte da anti-divo e per le sue attività extra-calcistiche all'insegna della beneficenza. Tuttavia, già con la scelta estiva di opporsi, come portavoce dei calciatori (milionari), al pagamento di una semplice quota di solidarietà per un Paese in crisi (composto peraltro da milioni di tifosi che sostengono i calciatori con passione) mi era ''scaduto'' come personaggio; ora, con queste parole che nascondono una sottile discriminazione, ha definitivamente perso la mia stima. Forse i vecchi adagi che invitano a dubitare dei santarellini non hanno tutti i torti. Non capisco cosa freghi al signor Tommasi se un calciatore voglia o non voglia esprimere le proprie preferenze sessuali, ne intacca il suo redimento sportivo? Il calcio è una gara a chi fa più rapporti eterosessuali? Dal RAPPRESENTANTE dei calciatori mi aspettavo ben altro su questo aspetto. Gli omosessuali vivono da tempo discriminazioni nel nostro Paese, ma negli ultimi anni grazie all'outing di attori e cantanti la situazione tende alla parità di trattamenti. Da un mondo così seguito come il calcio era meglio ricevere un'apertura sulla cosa. Nascondendo le proprie preferenze non si risolve il problema, caro Tommasi, stai toppando, passati una mano sulla coscienza e renditi conto che difendi una categoria di ''vampiri'' di contratti composti da cifre economiche immorali e con gente losca e senza scrupoli pronta a qualsiasi mezzo illecito pur di lucrare sulla passione di tanti appassionati. Pensa a queste cose piuttosto a chi è gay o no. Probabilmente per te è meglio Balotelli come esempio per i giovani, lui è etero, basta questo...mica importa che insulti i propri tifosi, vada a frequentare camorristi, spari per divertimento a compagni più giovani agli allenamenti, prenda multe milionarie quotidianamente, frequenti pornostar o incendi la propria casa...

Nessun commento: