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giovedì 8 dicembre 2011

Il pianeta idoneo ad ospitare la vita (dal Corriere)

Il pianeta Kepler-22b è il primo finora a mostrare le condizioni ideali per ospitare la vita. La temperatura in superficie è gradevole (circa 22 gradi) consentendo lo scorrere dell’acqua, l’anno è un po’ più breve del nostro (290 giorni terrestri) e la distanza dalla stella-madre Kepler-22 della stessa specie del Sole (anche se più piccola), è leggermente inferiore (del 15 per cento) di quella che ci separa dal Sole. Insomma è proprio nel mezzo di quella «fascia abitabile» dove un gemello del nostro pianeta azzurro può spuntare. Distante 600 anni luce da noi, si trova nella direzione della costellazione del Cigno sulla quale è puntato il telescopio orbitale Keplero della Nasa che l’ha scoperto. Per il momento si sa che è 2,4 volte più grande della Terra ma si ignora se la sua natura sia prevalentemente rocciosa, gassosa o liquida. Kepler-22b non è, però, il solo candidato a ospitare la vita. Ben 54 pianeti sono scandagliati in questi mesi per trovare conferme fra i quasi 3 mila ormai individuati intorno ad altre stelle da Terra o dallo spazio. Diversi, tuttavia, vengono cancellati in seguito alle lunghe e sempre complicate verifiche. Gli astronomi riescono a scovare un pianeta extrasolare in vari modi. Quello adottato dal telescopio Keplero misura il lieve indebolimento della luce stellare quando il corpo planetario transita davanti alla stella. Data la delicatezza della misura è ovvio che un passaggio non basta. La regola è che almeno per tre volte si verifichi lo stesso effetto di affievolimento. Kepler-22b venne scoperto nel 2009, pochi giorni dopo che l’osservatorio era entrato in attività. Ma il team degli scienziati per trovare conferma impiegano anche un gruppo di telescopi terrestri e un ulteriore satellite della Nasa, lo Spitzer Space Telescope. Due altri piccoli pianeti in orbita a stelle più piccole e più fredde del Sole erano stati di recente confermati ma questi si trovano ai limiti della zona abitabile, analogamente a quanto accade nel nostro sistema solare al più vicino Venere e al più lontano Marte, rispetto alla Terra. Il satellite Keplero è una vera macchina da record per la ricerca dei nuovi pianeti extrasolari. Dopo il suo lancio il 6 marzo 2009, di possibili candidati ne ha identificai 2.326. Di questi 207 hanno pressappoco la taglia della Terra, 1.181 quella di Nettuno, 203 quella di Giove e 55 sono ancora più grandi. «La fortuna ci sorride con la scoperta di Kepler-22b», dice William Borucki, il principal investigator del programma al centro Ames della Nasa in California, «e ci conforta nel credere che nella nostra galassia siano numerosi i corpi celesti simili al nostro su cui abitiamo». Dunque, a piccoli ma decisi passi, ci avviciniamo alla scoperta del gemello della Terra.
da giovanni caprara
FONTE: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_dicembre_07/pianeta-kepler-caprara_653238a2-20b7-11e1-80f3-2318928b83f9.shtml

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