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sabato 19 novembre 2011

Istanbul: una metropoli che affascina, da scoprire nelle stagioni di mezzo

Tra Europa e Asia, tra Occidente ed Oriente, tra la sua ingombrante storia e la modernità che irrompe violenta. Questa è İstanbul, città dai mille volti dove genovesi, veneziani, ottomani e greci si sono incontrati fondendosi in un enorme melting pot di 12 milioni di persone. È la città delle chiese trasformate in moschee, dei resti romani e bizantini, dei drappi e delle spezie, ma anche la città del traffico, dei locali e dei negozi di griffe e dell'odore del pesce fritto.
Bastano 3 o 4 giorni per cogliere l'essenza di İstanbul. Chi per la prima volta giunge in questa città, viene travolto da una realtà unica nel suo genere, fatta di luci, colori, sapori e odori irripetibili. L'autunno, come anche la primavera, è il momento migliore per poterla vivere al meglio. Non c'è il caldo afoso dell'estate o le rigide temperature dell'inverno. L'aria è fresca e asciutta e non c'è l'affollamento dei mesi estivi.
Appena giunti all'aeroporto si entra subito in contatto con il caotico traffico cittadino. Su taxi gialli, quasi tutti marchiati Fiat, si raggiunge il centro storico nel giro di 45 minuti. I prezzi sono bassi e piuttosto convenienti. I taxi corrono, inchiodano, ripartono, sterzano all'improvviso, superano. Per chi soffre di mal d'auto consigliamo metrò e tram.Il quartiere più suggestivo e meglio collegato è certamente Sultanahmet. Proprio qui è sorta la "nuova Roma" nata per volere dell'Imperatore Costantino, e proprio qui il sultano ha realizzato il suo palazzo. Insomma, in questo luogo le epoche storiche si mischiano in un armonica melodia architettonica. Certamente il luogo che meglio simboleggia i vari passaggi storici di Costantinopoli-Bisanzio-İstanbul è Santa Sofia. Prima basilica di Bisanzio, poi moschea di İstanbul, la struttura architettonica è oggi un museo, per decisione del primo presidente turco Mustafa Kemal Atatürk. I tappeti che coprivano i pavimenti sono stati rimossi, come anche l'intonaco che ricopriva gli splendidi mosaici di epoca bizantina. Il risultato è un luogo suggestivo, dove il minbar (il pulpito islamico) e il mihrāb (l'abside che indica la direzione di La Mecca) convivono con immagini cristiane di inestimabile valore storico-artistico.
Di fronte a Santa Sofia, attraversando giardinetti ornati da fontane dove venditori di bevande vi invitano a gustare il famoso tè turco al grido di "çay, çay, çay", c'è la Moschea Blu, uno degli edifici islamici più affascinanti di İstanbul e simbolo stesso della città. Diversamente dalla Santa Sofia dove il colore prevalente è il giallo dell'oro dei mosaici, qui il colore dominante è il turchese per via delle maioliche di İznik che ricoprono pareti e colonne interne. Anche l'illuminazione, collocata decisamente in basso rispetto all'enorme cupola, crea un effetto molto suggestivo. Dagli alti minareti che circondano la moschea si alzano i canti dei muezzin che si rincorrono tra le vie del quartiere. Quando non si tengono le preghiere di rito è possibile visitare l'edificio. È necessario però togliersi le calzature e le donne devono indossare il velo. Per i turisti o per i non fedeli è riservata un'area specifica. Qui è possibile riposare un attimo seduti sui tappeti mentre si ammirano i soffitti e la cupola dall'interno. All'esterno non è raro incontrare i fedeli che si lavano i piedi prima della preghiera o comunque prima di entrare in moschea, luogo non solo religioso ma di ritrovo sociale.
(a cura di Paolo Ribichini)
FONTE: http://viaggi.repubblica.it/articolo/istanbul-emozioni-forti/224802

2 commenti:

Ariel ha detto...

Bellissima la Turchia!

MEDIAvertigo ha detto...

Ciaoo, buona domenica, affascina molto anche me ;))