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domenica 30 ottobre 2011

La GNAGNA del giorno (30 Ottobre 2011) - KEIRA KNIGHTLEY

"Mi sarebbe piaciuto avere più curve, ma non sono disposta a barare. Sono quello che sono". Niente trucchi, niente doping. Anche se con il corpo ci lavora. Proprio perché con il suo corpo lavora. Keira Knightley è una giovane diva: ha un viso bellissimo, da spot, e un fisico androgino alla Audrey Hepburn. Perfetto per le creazioni di moda ma lontano anni luce delle misure auree e prosperose.
L'attrice, ragazza inglese di 26 anni, lo sa e ha scelto, potendoselo permettere, di restare così. E di dedicarsi alle sue campagne. Dall'impegno sociale alle provocazioni d'autore. Si è fatta prendere a calci in un video contro i maltrattamenti domestici alle donne talmente violento da essere censurato in Gran Bretagna. In A dangerous method di David Cronenberg il viso è deformato dagli spasmi, quasi grottesco.
Appena arriva Keira si toglie le scarpe, incrocia le gambe sulla sedia, sciupando il capo d'alta sartoria. "Ho deciso da tempo di non fare più blockbuster. Ho imparato le regole del gioco. Nessuno te le dice all'inizio, le devi capire da te. Quando fai film come quelli dei pirati, sei solo la ragazzina carina fatta per essere usata. Ci sono molte riviste e pagine da riempire. È un grosso business, l'immagine del tuo corpo". I suoi seni piccoli, nel 2007, furono corretti digitalmente nel poster del film King Arthur destinato al pubblico americano. Aumentati di una taglia, contro la sua volontà.
"Quelle 'cose' non sono mie", ammise pubblicamente l'attrice. La polemica fece il giro del mondo. "Il problema con gli stereotipi della bellezza riguardano il marketing. Bisogna "vendere" il prodotto, e il prodotto non è solo il film, sei anche tu". Le riprese della trilogia piratesca non furono facili: "Non sono mai stata dotata e sul set abbiamo dovuto usare il trucco per gonfiarmi il seno. Ogni giorno ci volevano 45 minuti buoni di cosmesi, per darmi un po' di volume: il mio seno è stato praticamente ridisegnato". Ma Keira ha sempre, ostinatamente, rifiutato la chirurgia estetica. E alla fine la Disney le ha dato ragione: per l'ultimo, il quarto, film della saga, ha addirittura negato il provino ad attrici con il seno rifatto. Un bell'esempio, in un'epoca in cui il regalo più richiesto ai genitori dalle diciassettenni anglosassoni è una plastica additiva.
D'altra parte oggi molte attrici sono scese in campo contro chirurgia e botulino. L'appello di Kate Winslet è stato firmato da tante. Ma battersi contro un modello sociale non significa non avere problemi. E Keira, che è comunque una bellissima, prova a spiegare un sentimento con cui ha imparato a convivere: "La faccia e il corpo sono il mio strumento di lavoro, ma dire che sono consapevole del mio corpo e che so adoperarlo sul set, non significa che mi ci sento a mio agio. Chi, del resto, lo è completamente?".
Anche se fai film da Oscar puoi continuare a pensare che qualcosa non vada. Che le tue forme non sono quello che dovrebbero. Puoi starci male ma puoi decidere, con il tempo, magari grazie anche al successo, di riuscire a stare meglio. "Oggi accetto il mio corpo molto più di qualche anno fa. Il cinema è fatto di primi piani, devi usare la tua faccia come strumento per le emozioni, ogni alterazione è un de profundis alla tua credibilità".
Dopo migliaia di scatti, video, e oceaniche première a Leicester Square, Keira Knightley è una professionista del tappeto rosso. "Fingo, è il mio lavoro. E sono malata di shopping, la moda per me è il prodotto di artisti di talento. Indossare le loro opere è un privilegio". L'altra faccia di tanta esposizione è l'attacco dei media. "Soffro quando i tabloid m'accusano di essere anoressica. Non è vero. Sono naturalmente filiforme. Ma anche questo fa parte del gioco. Per anni non potevo uscire di casa senza essere braccata da paparazzi, ammiratori e squilibrati. Mi barricavo in casa in preda alla paura, sono felice che non succeda più".
Le restano altri fantasmi, quasi incredibili per una star. "Ma ciascuno di noi, nella vita normale, fa i conti con i suoi disagi. Anche se sei famoso la vita ti mette davanti alle tue paure inconfessabili e apparentemente assurde. La mia è quella di dover andare alle feste. Ogni volta mi dico 'ok ce la faccio, lo posso fare'. Per anni mi sono rifugiata nell'angolo, a far tappezzeria, fino a che qualcuno arrivava a tirarmi fuori. Ci sono attrici estroverse, io non sono così. L'aspettativa degli altri mi mette ansia".
D'altra parte ha imparato presto a dover lottare per superare i propri limiti. "A sette anni ho scoperto di essere dislessica. Indossavo occhiali speciali. Imparavo a memoria i testi, per sembrare fluida quando poi li leggevo in pubblico. La dislessia è brutta perché ti fa sembrare stupida".
Oggi - dopo i premi, i riconoscimenti, gli omaggi - , sa che le zone d'ombra non si cancellano. Puoi solo accettarle: "Per me fare l'attrice è l'antidoto a una forma di follia latente. L'emozione ti può portare alla pazzia, se si estremizza. Tutti abbiamo sperimentato cosa significa essere trasportati fino al limite. Vedo il mondo con i miei occhi e so che il mio, a volte, è uno sguardo strano". Ma senza trucchi.
FONTE: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/29/news/keira_knightley_curve-24069756/?ref=HRV-5

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