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lunedì 5 dicembre 2011

La morte dell'ex calciatore Socrates: il campione medico e appassionato di politica


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L'ex centrocampista brasiliano Socrates è morto a San Paolo all'età di 57 anni. E' stato un campione dentro e fuori dal campo, forse più famoso per le sue idee che per le sue vittorie. Un giocatore capace di andare in campo con una maglietta con la scritta "democrazia", negli anni bui dell'America Latina. E proprio nel giorno della scomparsa, il "suo" Corinthians ha vinto il campionato, conquistando il suo quinto titolo di campione del Brasile. Prima dell'inizio dell'incontro, c'è stato un minuto di silenzio: il pubblico corinthiano ha alzato il braccio con il pugno chiuso, e lo stesso hanno fatto i giocatori in campo per ricordare l'idolo e il simbolo della squadra. Il gesto era quello di Socrates, che gli attribuiva un preciso significato politico. L'ex campione era ricoverato da alcuni giorni presso l'ospedale Albert Einstein per un'infezione intestinale. Le sue condizioni erano apparse subito critiche. Da qualche tempo Socrates non godeva di buona salute e recentemente aveva ammesso di soffrire di problemi legati al consumo prolungato di alcool.Laureato in medicina e per questo soprannominato "il dottore", Socrates fu uno dei giocatori simbolo della nazionale brasiliana nei primi anni Ottanta. Nel 1982 era capitano della Seleçao, di cui facevano parte tra gli altri anche Falçao e Zico. Durante la celeberrima Italia-Brasile 3-2, che costò l'eliminazione ai verdeoro e spalancò ai ragazzi di Bearzot le porte della semifinale, fu autore del gol del primo momentaneo pareggio. Prese parte anche al mondiale del 1986 in Messico.
Nel 1984 fu acquistato dalla Fiorentina, in cui militò una sola stagione collezionando 25 presenze e realizzando 6 gol. Non fu una annata facile, condita da grandi giocate e grandi sfuriate, e da un rapporto difficile con De Sisti. "Ho un cuore diverso, ma non è un problema: posso giocare come ho sempre fatto". Socrates ammise di avere un piccolo difetto cardiaco. Socrates soffriva di un "prolasso alla valvola mitralica", un vecchio disturbo già rilevato dai medici del Corinthians. Nato in una famiglia di origini piuttosto umili, ma in cui non mancavano i libri, Socrates si appassionò al pallone e giocò come centrocampista offensivo: veniva chiamato il 'Dottore' e lui medico lo era sul serio, perchè si era laureato in medicina senza però mai esercitare la professione. Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirao Preto nel 1974. Dal 1978 all'84 vestì la maglia del Corinthians di cui diventò subito un idolo, e non solo per le doti con la palla al piede. La politica scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio nel club paulista si rese protagonista e trascinatore di un'iniziativa che passò alla storia, almeno del pallone: la squadra si rifiutò di riconoscere l'autorità dell'allenatore e per tre anni mise in piedi una sorta di autogestione che venne definita 'democrazia corinthiana'. Nell'82 la celebrazione di quegli ideali ribelli in campo, perchè il Corinthians vinse il titolo e la squadra si presentò con la parola 'Democrazia' ben impressa sulle maglie. Tra un colpo di tacco - erano la sua specialità -, e la medicina, Socrates non perse infatti mai di vista la passione politica: militante di sinistra, con il mito di Che Guevara, non fece mancare la sua voce nelle battaglie contro i sistemi dittatoriali del Sudamerica. Tornato in Brasile, Socrates si ritirò nel 1988. Nel 2004 era brevemente tornato in campo con il Garforth Town, squadra dilettantistica inglese di cui fu anche allenatore.
DE SISTI: "ERA UN SESSANTOTTINO..." - "Socrates era un calciatore di grande cultura, fuori dagli schemi. Ha pagato un debito troppo alto per i suoi vizi, a 57 anni non si può morire così". Giancarlo De Sisti, ex tecnico della Fiorentina, ricorda così all'Adnkronos il brasiliano Socrates, che si è spento a San Paolo. De Sisti allenò l'ex capitano della Selecao nella stagione 1984-1985, nell'unico anno trascorso in Italia da Socrates. "Era una persona intelligente che voleva informarsi su tutto. Un buon 'politico', anche se qualcuno all'interno della squadra lo definiva un 'sessantottino' per le sue idee un pò datate. Ma era un uomo di notevole spessore e carisma", aggiunge 'Picchio' De Sisti. "I primi tempi, quando le cose non andavano bene e lui faceva fatica a integrarsi, gli dissi: 'Stai leggendo i giornali? Hai visto cosa dicono su di te?'. Lui mi rispose: 'Si', leggo i giornali ma solo le pagine di politica, la parte sportiva non mi interessa...'".
FONTE: http://www.repubblica.it/sport/calcio/calciomercato/2011/12/04/news/addio_a_socrates_aveva_57_anni-26060938/

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