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sabato 26 novembre 2011

Lo stile del pensiero è direttamente correlato alla prevalenza degli emisferi cerebrali



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Lo stile di pensiero rappresenta il modo con cui ciascuna persona affronta la realtà che la circonda. Ciascun individuo preferisce adottare certe strategie piuttosto che altre per agire nella propria vita quotidiana. Riconoscere e capire queste differenze è utile ad una migliore comprensione ed accettazione della diversità. La ricerca oggi sta cercando di individuare e descrivere tali stili che potrebbero essere predittivi di eventuali risultati ed esiti di compiti cognitivi complessi, quali l’apprendimento, il problem solving (la risoluzione di un problema) e il decision-making (prendere decisioni). La neurofisiologia ha già dimostrato che i due emisferi del nostro cervello non sono identici ed elaborano le informazioni in modo formalmente diverso. Ogni individuo quindi presentando una dominanza emisferica destra o sinistra, presenterà uno stile di pensiero corrispondente all’emisfero dominante.
Il pensiero sinistro, legato alla prevalenza dell’emisfero sinistro, è più di tipo logico è presenterebbe caratteristiche maggiormente analitiche, con la prevalenza di utilizzo di un metodo deduttivo, matematico. La prevalenza dell’emisfero destro comporterebbe la presenza di uno stile di pensiero, cosiddetto destro, in cui attività analogiche e associative rappresenterebbero i punti di forza. Negli esseri umani esiste un “continuum” di possibile dominanza dal momento che i due emisferi coesistono, per cui fattori genetici ed ambientali saranno poi le variabili in grado di fare la differenza. In altre parole su un terreno biologicamente determinato, fattori educativi e modelli appresi stabiliranno lo stile di pensiero destro o sinistro.
Quali le differenze?
Un profilo dominante sinistro è solitamente un tipo conformista, tende a perfezionare una realtà già esistente piuttosto che inventarne una nuova. Preferisce applicarsi in compiti strutturati che gli consentono di procedere in modo molto logico e razionale. Lo stile di pensiero destro, esattamente all’opposto del sinistro, tende ad assumere comportamenti più anticonformisti, ama applicarsi in ambiti destrutturati in cui è più possibile esplorare nuove strade e strategie, ha una coordinazione visuo-spaziale molto elevata, si affida molto all’intuizione anche per il problem-solving. Negli ultimi studi si è visto che i pensatori “astratti”, sinistri quindi, utilizzano molto il canale visivo come fonte d’informazione. I pensatori “esperienziali”, destri, preferiscono prendere notizie e informazioni direttamente da altre persone, per questo risultano poi più socievoli, rispetto agli stili sinistri che risultano analitici, riflessivi e più autosufficienti. Da questa disamina risulterebbe che il pensiero cosiddetto “creativo” sia più di appartenenza dello stile di pensiero destro.
FONTI: http://associazionepsicogiuridico.blogspot.com/2011/11/lo-stile-di-pensiero-e-collegato-alla.html e www.italiasalute.it



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