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sabato 22 ottobre 2011

Trent'anni di storia per 'Indiana Jones', un mito con la faccia da schiaffi

Trent'anni volati in un batter di frusta. Indiana Jones festeggia la terza decade cinematografica, un compleanno che non ha il sapore dell'amarcord, perché il personaggio con la faccia da schiaffi di Harrison Ford al suo attivo vanta un sito sempre aggiornato, una serie televisiva, albi a fumetti e videogiochi. Oltre a un quinto film in preparazione, figlio, ancora, della coppia Spielberg-Lucas. L'idea primigena del professore di archeologia con il vizio dell'avventura è venuta a George Lucas nel 1973. Mentre guardava un vecchio poster del cinema anni '30. Quattro anni dopo, ne parlò con l'amico Steven Spielberg. Il ruolo principale doveva andare a Tom Selleck, ma la CBS (che lo aveva sotto contratto per la serie ''Magnum P.I.'') oppose il veto e al suo posto, tre settimane prima dell'apertura del set, subentrò Harrison Ford.
Indiana - è il soprannome del cane di Lucas - è un eroe che ha molti tratti infantili, pieno di difetti e con non troppa fortuna in fatto di donne. Lo schiaffeggiano o lo tradiscono. Molto meglio va a Spielberg, che sul set s'innamorerà di Kate Capshow, bionda svampita che affianca Indy nell'avventura del Tempio maledetto. E che diventa la seconda moglie del regista. Indiana entra nella storia del cinema di spalle. La prima scena di I predatori dell'arca perduta (Oscar per sonoro, scenografie, montaggio e effetti speciali) verrà citata nel quarto film, Il regno del teschio di cristallo. E' un cacciatore di tesori, ma anche uno studioso che si batte per l'appartenenza collettiva dei reperti archeologico-mitici cui dà la caccia: nel primo film è l'arca dell'Alleanza, nel secondo (in realtà prequel), il Tempio maledetto, è la pietra sacra Sivalingam, in L'ultima crociata il Sacro Graal, la città di El Dorado nel quarto film. Pittoreschi e variegati i cattivi della saga: nazisti, tugh, sovietici popolari almeno quanto la marcia composta da John Williams.
Concepita da Lucas come una trilogia fin dalla fine degli anni '70, la serie sembrava terminata con il terzo film. Il quarto arriverà infatti dopo una pausa di ben 19 anni, e molto per l'insistenza dell'attore Harrison Ford. Con il mancato ritorno del padre di Indiana, Sean Connery, che alla fine ha detto no, la linea parentale s'è fatta discendente. All'invecchiato ma sempre affascinante e ironico Ford s'è affiancato Shia LaBeuf, figlio ribelle alla Marlon Brando. Il futuristico Indiana Jones e il regno del Tempio di cristallo, presentato in pompa magna al Festival di Cannes, ha scontentato qualche fan ma conquistato 796 milioni di dollari. E sono in tanti ad aspettare, ancora, il ritorno di Indy.
FONTE: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/21/news/indiana_jones-23578545/

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