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sabato 13 ottobre 2012

L'applicazione del diario brevettata da Samsung: opportunità e rischi

La lotta sui brevetti tra i colossi tecnologici non ha un attimo di tregua. E tra le idee depositate dalla sudcoreana Samsung ce n'è una davvero molto particolare. Non riguarda l'hardware di futuri dispositivi, almeno non strettamente, bensì un ipotetica modalità del sistema operativo di tablet e smartphone. Ovvero registrare tutte le attività quotidiane dell'utente e memorizzarle sotto forma di diario. Tutto ciò con enorme precisione, realizzando un report di quanto tempo si sono svolte particolari attività, che vanno dalla conversazione al giuoco, alla registrazione di video, foto, ai trasporti usando mappe e navigazione. E naturalmente, tutti gli aggiornamenti social e appunti personali. Tutte queste informazioni sono una sorta di diario digitale del nostro tempo. Ed ecco l’idea: una tecnologia, software e hardware, in grado di assemblare questo archivio in una forma narrativa che ci racconti la nostra vita.  


Il nome di questo progetto è "Apparatus And Method For Generating Story According To User Information" (ovvero "Apparato e metodo per la generazione di un racconto sulla base delle informazioni dell’utente") e riesce a ricostruire un resoconto completo delle nostre abitudini quotidiane in base alle attività svolte tramite in nostro smartphone.

Il brevetto depositato da Samsung è qualcosa che assomiglia molto a un Grande Fratello personale. Delle applicazioni analoghe esistono già (Day e Path per iOS ad esempio), ma qui la novità sembra essere l'integrazione dell'app con l'operatività di base dello smartphone. Di fatto si tratterebbe di una vera e propria scatola nera individuale, con tutte le possibilità, le comodità e anche i rischi del caso.



L'app si occuperebbe di riportare le attività della giornata in una forma confidenziale, con testi e multimedia. Un vero e proprio diario autoscrivente, arricchito da immagini, video, canzoni e mappe. E chissà, acquisti, attività culturali e forse anche private, che l'utente esercita attraverso lo smartphone. Ma se i dati finissero in mano a terzi, ben intenzionati o meno? Si potrebbe avere in mano un profilo completo della persona, da quando si sveglia a quando si addormenta, con un dettaglio mai visto prima sulle attività della giornata. Magari Samsung sta già pensando a grandi opportunità di interazione e filtraggio dei dati destinati all'app, modificabili dall'utente.


Inutile negarlo, ammesso che questa tecnologia funzioni, potrebbe essere un giocattolo molto divertente, ma anche un po’ inquietante. Non esiste nulla di più personale di un diario, e che sia qualcun altro a scriverlo, è già sufficientemente strano. Se poi è il nostro telefono a farlo, si cade nel paradossale. Ma come funzionerebbe? Lo spiega in parte la descrizione: “L’unità di analisi analizza le informazioni di log raccolte e seleziona almeno un argomento che rappresenta le informazioni vita quotidiana dell’utente”.

fonte:http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/10/12/news/idea_samsung_un_diario_autoscrivente_lo_smartphone_dir_tutto_di_noi_-44138194/

giovedì 11 ottobre 2012

La storia del Novecento narrata da Google Cultural Institute

Un enorme archivio culturale digitale grazie al quale sarà possibile ripercorrere, attraverso immagini e didascalie, i più grandi avvenimenti della storia del Novecento. Si tratta di Google Cultural Institute e rappresenta l'ultimo progetto del colosso di Mountain View volto alla trasmissione del patrimonio culturale. Un viaggio virtuale nella Storia attraverso video, foto e contenuti multimediali. Questo è quanto è possibile effettuare grazie al nuovo progetto appena lanciato online da Google, il Google Cultural Institute. Un apposito sito web all’interno del quale sono stati raccolti diversi contenuti relativi agli anni che vanno dagli inizi del Novecento fino a oggi. "Amore tragico ad Auschwitz" è la storia di una coppia di innamorati che scappò dal lager; "Steve Biko" racconta il risveglio politico di un quindicenne durante il movimento dell'Apartheid, con 9 documenti mai resi pubblici prima; "L'incoronazione della Regina Elisabetta II" è un resoconto a colori di quei lontani momenti di 60 anni fa. 


Sarà dunque possibile visitare on line 42 nuove mostre storiche che raccontano i retroscena dei principali eventi del secolo scorso tra cui Apartheid, D-Day e l'Olocausto. Queste mostre sono state messe a punto da 17 partner internazionali tra i quali spiccano musei, fondazioni e archivi che hanno deciso di condividere lettere, manoscritti, testimonianze video e molto altro. Si tratta di contenuti molto toccanti, alcuni resi disponibili online per la prima volta. Ciascuna mostra presenta una narrazione che unisce il materiale d'archivio, mettendo in luce diverse prospettive, sfumature e storie che sono alla base di questi eventi. Per ciascuna mostra si possono compiere ingrandimenti per osservare i dettagli delle foto e trovare ciò che si vuole tra tantissime di voci.



Le mostre presenti sul sito sono state allestite grazie alla partnership siglata con 17 enti culturali internazionali, tra cui musei, fondazioni e archivi, che hanno deciso di condividere il proprio materiale documentario. Anche l’Italia è presente nel nuovo portale con “Gli Anni della Dolce Vita”, dell’Istituto Luce-Cinecittà. Si tratta di una sorta di “panoramica” del nostro Paese proprio durante gli anni dell’uscita dell’omonimo film di Federico Fellini. Come specificato sullo stesso sito del progetto Google, l’obiettivo della nascita del nuovo portale è il seguente: “Google Cultural Institute contribuisce a preservare e a promuovere la cultura online”. “Il progetto vuole costruire servizi e strumenti che aiuteranno la gente ad accedere alla cultura, preservarla, promuoverla e persino crearla”, ha affermato Steve Crossan, direttore del Google Cultural Institute.


"È un motivo di orgoglio per Istituto Luce-Cinecittà accompagnare questa nuova apertura della cultura italiana verso nuovi canali, anche internazionali, grazie al mondo digitale. Il percorso La dolce vita che oggi viene lanciato in rete, è la nostra seconda esperienza con Google e siamo sicuri che altre ne verranno", ha commentato Rodrigo Cipriani Foresio, Presidente Istituto Luce-Cinecittà, partner di questa iniziativa. Il percorso multimediale è un perfetto esempio di come il giusto equilibrio tra industria, accademia e politiche pubbliche possa fare delle risorse digitali il punto di partenza per una idea rinnovata di patrimonio e di cultura, specialmente per rivolgerci ai più giovani.

sabato 9 giugno 2012

Facebook si lancia nel mondo delle '' app '': a presto anche il social-fonino

Inizialmente saranno seicento. E' questo il numero delle applicazioni stimate per il lancio dell'App Center targato Facebook. Angry Birds, Instagram, Pinterest, Nike+. E tante altre. Il noto social network di Zuckerberg entra da par suo nel mondo delle App. E prepara la sfida ai padroni incontrastati del settore, ovvero Google Play e I-tunes Store. Certo, inizialmente il "Centro" sarà soltanto una vetrina per scegliere le applicazioni preferite. Dopo comincerà la produzione in proprio, e qui c'è da aspettarsi sorprese. L'annuncio è stato dato ieri notte a San Francisco. Le possibilità di crescere sono alte: nel mondo, gli utenti "mobili" di Facebook sono otre cinquecento milioni. 
La novità arriva a poche settimane dalla quotazione in borsa della creatura di Zuckerberg. Una nuova fase della vita del social network più diffuso sul pianeta che sta dando non poche preoccupazioni e che potrebbe ricevere nuovo slancio proprio dall'ingresso nel campo delle applicazioni. Lo stesso Mark Zuckenberg, infatti, aveva annunciato ai suoi azionisti che il "mobile" sarebbe stata una delle priorità per la compagnia californiana nel 2012. A prestar fede ai rumors in rete, la nascita del negozio virtuale di Facebook non è che il primo passo verso la realizzazione del primo smartphone ideato e realizzato dal social di Menlo Park. Per Douglas Purdy, che coordina i progetti di sviluppo della società, "l'App Center rappresenta una nuova strada per gli utenti per andare alla scoperta di applicazioni"...(CONTINUA)
( a cura di carmine saviano da 'la repubblica' )
fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/06/08/news/facebook_app_store-36799744/

giovedì 24 maggio 2012

Apple avrebbe copiato il design della tedesca Braun (da TgCom)

Due giorni or sono è stato nominato baronetto a Buckingham Palace per il suo spirito di innovatore. Adesso però si scopre  che Jonathan Ive, designer numero uno del colosso Apple, il quale ha contribuito ai successi di Steve Jobs negli anni Novanta, ha copiato. Infatti, il design proposto per I-pod e Mac è in realtà un remake di quello usato negli anni ’50 e ’60 per forni, radio e televisori prodotti dalla tedesca Braun.
La filosofia del neo Sir si rifà a quella di Dieter Rams, un designer meno noto autore di un famoso decalogo che si potrebbe riassumere così: “il buon design è innovativo, rende un prodotto utile, è estetico, non dà nell’occhio e dura nel tempo”. Parole a cui Ive si è sicuramente ispirato. Guardando i prodotti comparsi sugli scaffali di mezzo mondo sessant’anni fa si può capire il presente di Apple e probabilmente intuire gli sviluppi futuri della società di Cupertino...(CONTINUA)
fonte: http://psicogiuridico.blogspot.it/2012/05/il-design-della-apple-cosi-simile.html e TgCom

mercoledì 23 maggio 2012

I social network sono da evitare sul posto di lavoro? Balle! Agevolano la produzione (da pmi.it)

Utilizzare i social network sul posto di lavoro è spesso associato a perdita di tempo, distrazione e spreco di risorse, oltre che ad un pubblico esclusivamente giovanile. Ma osservando il fenomeno da vicino, le cose stanno veramente così e, soprattutto, cosa ne pensano le imprese e come si comportano i manager in tal merito? Per scoprirlo, Google ha commissionato alla società di ricerche ''Millward Brown'' uno studio che ha visto coinvolti 2.800 responsabili d’azienda di Italia, Francia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Olanda e Germania.
Dall'analisi esce fuori in primis come l’uso dei social media in ambito aziendale sia guidato a sorpresa dai manager senior piuttosto che dai dipendenti  più giovani; il 72 per cento dei manager senior intervistati (l’83% in Italia) usa i tool social almeno una volta la settimana, contro il 48 per cento dei dipendenti aziendali in ruoli junior (47% in Italia). Tra gli strumenti più adoperati, appaiono Facebook, Google +, LinkedIn e Twitter, almeno una volta al giorno per il 32 per cento del campione, ma anche tool più specificatamente business come ad esempio Salesforce Chatter...(CONTINUA)
fonte: http://www.pmi.it/tecnologia/software-e-web/news/55849/google-i-social-media-aiutano-le-aziende.html

martedì 22 maggio 2012

Cambia stile Windows 8: interfaccia Aero passata di moda (da cwi.it)

Il colosso di Redmond, ovvero la Microsoft, ha deciso di eliminare dalla GUI di Windows 8 molti degli effetti visivi introdotti con Windows Vista 6 anni or sono. Lo stile sarà più austero e coerente con l’aspetto delle applicazioni Metro. Le immagini che appaiono sul blog ''Building Windows Development'' fanno ripensare alla più semplice interfaccia di Windows XP, ma senza la sgargiante tavolozza di colori. “Puntiamo a uno stile pulito e fresco”, ha affermato Steven Sinofsky della Microsoft, “combinando le caratteristiche di Windows Seven, testo bianco su uno sfondo luminoso, con il minimalismo geometrico di Metro”. 
I tempi di specchi e immagini riflesse sono passati. “Abbiamo reso l’aspetto delle finestre più pulito rimuovendo gli effetti non indispensabili di ombreggiatura e trasparenza”, ha dichiarato Sinofsky. “Abbiamo squadrato i bordi arrotondati, e modificato i colori per renderli più neutri e moderni”. In sintesi, lo stile “a specchio” di Aero, definito da qualche addetto al settore la miglior cosa dall’invenzione della GUI, è passato di moda. “Gli elementi stilistici di Vista riflettevano il gusto dell’epoca, e rappresentavano le nuove capacità degli strumenti digitali usati per crearli. L’effetto di simulazione sullo schermo di materiali come vetro e alluminio adesso appare falsa e antiquata, ma all’epoca era molto in voga”, si può leggere nel blog....(CONTINUA)
fonte: http://www.cwi.it/windows-8-cambia-look-e-lascia-linterfaccia-aero-4002

domenica 13 maggio 2012

Video virali? No, grazie, basta 'bellimbusti' telematici! Professionalità zero

 
Cari visitatori dei miei blog, faccio un intervento a ''blog unificati'' (tranne quello di over-blog) per denunciare una vicenda 'grave' dal punto di vista dei GUADAGNI IN RETE. Non vi sto per descrivere una truffa telematica o un caso di pishing, ma a mio parere qualcosa di una CATTIVERIA più sottile e viscida, e c'è l'aggravante che chi commette certe irregolarità non è qualche ''piazzista'' o ''impresario da strapazzo'' bensì una società che si spaccia per ''importante realtà del mondo informatico'' (!).
Non sarò così ingenuo a citare il nome della società, anche perchè non vorrei avere dopo il danno anche la beffa di una querela. Comunque, andando ai fatti, iniziamo col dire che si tratta di una PIATTAFORMA che fornisce VIDEO VIRALI ovvero 'advertising', dei filmati pubblicitari da inserire nei propri blog al fine di far guadagnare ai blogger e ai webmaster qualche decina di euro grazie ai molti clic che si possono ricevere, considerando l'aspetto invitante e simpatico di un video pubblicitario da far partire semplicemente con un clic. Inoltre, questa piattaforma dà anche la possibilità di retribuire con una quota fissa i blogger che si aggiudicano l'opportunità di redigere articoli pubblicitari.
Ebbene, sono stato iscritto a questa piattaforma per alcuni mesi, ho anche guadagnato qualche decina di euro, soprattutto grazie agli articoli scritti, un pò meno per i video poichè la società ha una strana modalità di assegnazione dei video. Per farvi capire: ho blog che parlano di moda, sport, tecnologia, ma raramente beccavo video di queste categorie nonostante ce ne fossero molti da assegnare.
La piattaforma paga con molto tempo di ritardo (svantaggio segnalato in molti forum che si occupano di valutare l'efficacia delle società di video-advertising), e trattiene anche un'assurda e inspiegata tassa sui già minimi guadagni. I miei problemi sono iniziati quando nel blog 'mediayankees' l'inserimento di qualsiasi video provocava l'annullamento di tutte le pagine del mio blog. Chiedo consigli allo staff tramite il form del sito, ma non ricevo alcuna notizia per settimane. A questo punto vado per strade alternative e per riuscire a contattarli sono costretto a chiedere un numero di cellulare di un dipendente a un'amica blogger (ps: ma stiamo scherzando?!).
Riesco a contattare finalmente un impiegato, mi viene detto ''contatta l'amministratrice'' come se fosse mia sorella...In ogni caso vengo contattato alcune mattinate dopo prima via mail e poi telefonicamente da un allegro ragazzo romano ai limiti del 'coatto'. Questi mi dice che nei miei blog ci sono contenuti impropri come segnalazioni di siti di dirette di partite di calcio e foto osè (per la cronaca si trattava di foto visibili su qualsiasi rivista di programmi tv). Un pò attonito, decido comunque di rimuovere tutti i contenuti incriminati e di re-iscrivermi con un altro account, come suggeritomi dal gioviale napo-romano, e con altri blog senza contenuti dubbi. E quindi ci provo con i blog ''armyofbeggars'' e ''codicevertigo''. Risultati? Nessuna comunicazione in merito, account sospeso da mesi e dell'allegro giovanotto NON SI HANNO PIU' NOTIZIE.
Decido di contattarli al numero della sede principale, ma qui assisto a un processo a ''SCARICA-BARILE'' vergognoso, ritratto della peggiore Italietta: risponde una ragazza con un tono di voce da dodicenne che declina responsabilità e mi dice di richiamare e scrivere ancora mail. Passano due giorni, ci riprovo, altra vocina insopportabile al telefono, e RISATINE IN SOTTOFONDO da osteria di periferia. A questo punto contatto un'altra sede, qui parlo con una gentile extracomunitaria, che mi comunica che lì si occupano di questioni finanziarie e non tecniche, prende tutti i miei dati e dice che mi ''faranno sapere a breve''...Sono passati venti giorni, 'nisba'.
Morale della favola: ma come si può lavorare in questo modo e vantarsi di essere presenti a una fiera di eventi online? Ma come può un'azienda che si basa su marketing e comunicazione affidarsi a un manipolo di 'cazzari' del genere? Ma come può una piattaforma che ha nel suo interesse di stringere rapporti forti e duraturi in Rete comportarsi in modo così vile, codardo e vigliaccio verso un semplice utente che scrive su un piano pseudo-amatoriale? Ma come può un sito che fa dell'immagine il suo punto di forza dare questo brutto aspetto al pubblico ed avere tanta disorganizzazione?
Da parte mia, non farò mai più 'girare' e condividere articoli e/o video provenienti da questa fogna di società, neanche se sono presenti su tanti amici e amiche blogger che apprezzo. E state 'in campana', non sono sicuro che i guadagni che vi promettono siano effettivi. Vi lascio con l'ultima 'cosa infame' ricevuta: i guadagni che mi sarebbero spettati sono stati più che dimezzati nel pannello di controllo del precedente account e non si vede l'opportunità di riscuotere neanche questi pochi spiccioli, nonostante il 'romanaro' (con tutto il rispetto per la città eterna) mi avesse garantito che mi sarebbe apparso al più presto un fantomatico bottone per richiedere il pagamento, vergogna!
PS: Un dubbio sulla ragione dell' OSTRACISMO al sottoscritto ce l'ho, ma se davvero si trattasse di una specie di 'ordine' impartito da un ex dipendente (col nickname di 'bellimbusto' in inglese) che attaccai duramente per aver detto bugie a decine di blogger nell'estate scorsa, vuol dire che siamo veramente di fronte a dispettucci da frustrato telematico.