Dopo i tentativi di lancio di missili non riusciti, la Corea del Nord fa ancora parlare di sè per una scoperta del sito Gizmodo: la pagina web ufficiale della nazione è certamente pulita e funzionale, ma basta leggere il codice per scoprire che è un template già pronto e modificato, dal costo di soli quindici dollari, ovvero undici euro e qualcosa. Si tratta dunque di un ottimo esempio di template ben fatto e ben modificato a basso costo, ma certamente l'istituzionalità del sito web ne risente un pò. Soprattutto perché nel codice interno si risale facilmente al creatore del template originale. Per pochi dollari, chiunque può realizzare un sito identico. Sulla Rete, la notizia ha in breve tempo generato ilarità: "La Corea del Nord non investe sui missili, ma neanche sul web", si scrive online. Eppure il sito è funzionante, facilmente navigabile e ricco di contenuti.
fonte:http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/21/foto/il_sito_della_corea_del_nord_costa_11_euro-33656643/1/
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sabato 21 aprile 2012
martedì 20 dicembre 2011
Viaggio nella segreta e chiusa Corea del Nord
Nel 2011 il fotografo dell’Associated Press David Guttenfelder ha fatto cinque viaggi in Corea del Nord e ha scattato numerose fotografie che ritraggono la vita quotidiana nel Paese. Anche sul Post avevamo pubblicato uno dei suoi reportage, quello che era stato realizzato a maggio. A ottobre Guttenfelder è tornato in Corea del Nord, accompagnato dalla responsabile della redazione di Seoul (la capitale della Corea del Sud) di Associated Press, e anche questa volta le sue foto sono state pubblicate su molti giornali occidentali.
FONTE: http://www.ilpost.it/2011/11/09/foto-guttenfelder-corea-nord-autunno/
Ecco alcune considerazioni di David Guttenfelder:
"Durante un reportage in Corea del Nord il mese scorso io e Jean Lee, il direttore dell’ufficio dell’Associated Press a Seul, abbiamo chiesto di visitare uno dei più grandi centri commerciali del paese: il Grande Magazzino numero 1 di Pyongyang. Dentro il grigio e affollato edificio a quattro piani le merci erano accatastate su scaffali tutto intorno a noi. C’erano piramidi traballanti di stivali contro la pioggia, e decine di reggiseni attaccati con degli spilli a una parete. Una tv su un banco di articoli scontati trasmetteva a ripetizione un video del leader Kim Jong-il a cavallo. Per me era tutto molto strano.
Ma poi ho visto qualcosa di familiare. Ho visto un padre sulle scale mobili con la sua bambina piccola che indossava una giacca rosa acceso. Quando stavano per arrivare al quarto piano l’uomo ha sollevata la bambina in aria prendendola per i polsi e poi l’ha appoggiata sull’ultimo gradino. Era qualcosa di così naturale, così universale. Ho delle figlie piccole e quando siamo in ascensore faccio esattamente la stessa cosa. Ho sentito che c’era qualcosa ad accomunarci e ho scattato una foto".
Ecco alcune considerazioni di David Guttenfelder:
"Durante un reportage in Corea del Nord il mese scorso io e Jean Lee, il direttore dell’ufficio dell’Associated Press a Seul, abbiamo chiesto di visitare uno dei più grandi centri commerciali del paese: il Grande Magazzino numero 1 di Pyongyang. Dentro il grigio e affollato edificio a quattro piani le merci erano accatastate su scaffali tutto intorno a noi. C’erano piramidi traballanti di stivali contro la pioggia, e decine di reggiseni attaccati con degli spilli a una parete. Una tv su un banco di articoli scontati trasmetteva a ripetizione un video del leader Kim Jong-il a cavallo. Per me era tutto molto strano.
Ma poi ho visto qualcosa di familiare. Ho visto un padre sulle scale mobili con la sua bambina piccola che indossava una giacca rosa acceso. Quando stavano per arrivare al quarto piano l’uomo ha sollevata la bambina in aria prendendola per i polsi e poi l’ha appoggiata sull’ultimo gradino. Era qualcosa di così naturale, così universale. Ho delle figlie piccole e quando siamo in ascensore faccio esattamente la stessa cosa. Ho sentito che c’era qualcosa ad accomunarci e ho scattato una foto".
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